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John Legend

Il nuovo singolo di John Legend, estratto dall’album “Darkness and Night” del 2016, è uscito nel Maggio 2017 e si intitola “Surefire” . La strumentazione è composta da archi, basso, batteria, tastiera, organo e dal guitarrón, una chitarra messicana a sei corde provvista di un’ampia cassa armonica più ampia del normale.  Scritto da Blake Mills, Ludwig Emil Tomas Goransson, Julia Michaels, Justin Drew Tranter e Will Oldham “Surefire” , che tecnicamente significa “sicuro”, assume quello di “infallibile/i” seguendo il contesto del testo.

Questo infatti si parla di un amore che non ha bisogno di essere spiegato a parole ma che esiste semplicemente, forte e saldo nel suo essere, duro a morire e quindi a fallire. “È successo e non posso farci niente” come alcuni direbbero, perché è uno di quei amori incontrollabili che accadono e basta. Nel video tutto ciò traspare palesemente dalla diversità di religione e di “razza” dei due protagonisti: lui, Roberto e messicano, e lei, Jamilia e musulmana. I due , nonostante numerose difficoltà dovute alla loro cultura riescono ad andare “oltre” e a lottare per un amore infallibile.

Il regista è Coley Wiley il quale, in un’intervista per la rivista americana Rolling Stones , dichiara che il video vuole trasmettere, oltre all’idea di amore eterno che va oltre ogni limite razziale e culturale, un messaggio di lotta contro le ristrettezze riguardo l’immigrazione soprattutto in un contesto di pratica di governo americana come quelloa attuale alla Trump. Jamilia e Roberto riescono a superare le circostanze create dalla politica di immigrazione e pregiudizio americana e dimostrano di essere “surefire” l’uno per l’altra.

(Video originale di Surefire) 

Oltre al Signor Wiley, anche lo stesso Legend ha contribuito alla direzione del video del quale è anche il produttore insieme alla sua compagnia Get Lifted Film Co.

La prima volta che è stata ascoltata questa canzone è stato ai Billboard Music Awards 2017 al T-Mobile Arena di Las Vegas nella quale Mr. Legend la suonò al piano.

Strumento questo che ha sempre accompagnato il cantautore fin dai 7 anni, nel 1985 per essere precisi.  Da quel momento in poi la musica è stata parte del suo stesso essere, quello ancora puro come il suo nome, John Roger Stephens, fino a quando ha cominciato a far parte del gruppo della chiesa di Spriengfield in Ohio, sua città natia. Per poi guidarlo ancora più in là, anche quando, poco prima della laurea in letteratura inglese in Pennsylvania, è stato il presidente e direttore musicale di un gruppo a cappella jazz e pop chiamato “Counterparts”. Insieme al gruppo ha registrato “One of Us” di Joan Osborne per la quale ha ricevuto ottime recensioni.

Il pianoforte e insieme il suo talento erano lì anche quando durante il college un’amico e compagno di coro gli presentò Lauryn Hill. La cantante fece fare un provino a Legend che presentò la sua versione di “Love’s in Need of Love Today”  di Steve Wonder e una canzone che lui stesso aveva scritto “Too Late.” Fu così che ottenne l’incarico di suonare al piano “Everything is Everything”, per l’album “The Miseducation of Lauryn Hill” nel 1998.

La sua carriera cominciò così a decollare come avviene nella vita quando inizi a impegnarti per ciò che hai sempre sognato. Infatti nel 2001 Devo Springsteen presentò Kanye West a Legend che lo incaricò di suonare il piano per lui e di cantare nel coro di alcune sue tracce. In seguito ebbe contatti con il poeta J. Ivy che gli disse che aveva sentito la sua musica e che questa gli ricordava quella della old school, che John assomigliava a una di quelle leggende del passato e che d’ora in poi l’avrebbe chiamato così, John Legend.

Poi l’uscita del suo primo album “Get Lifted” nel 2004, prodotto da Kaney West, Will.i.am, e Dave Tozer  che gli fece vincere nel 2006 il Grammy Award per il miglior album R&B. Ma il singolo che gli diede un enorme e inaspettato successo fu il terzo dall’album “Love in the future” intitolato “All of me“, conquistando per tre settimane consecutive la prima posizione nella Billboard Hot 100 nel 2013 e vincendo nel 2015 il Grammy Award for Best Remixed Recording, Non-Classical.  Una tenera ballata sentimentale (o meglio detta “power ballad”)  dedicata alla sua attuale moglie Chrissy Teigen, “All of me” ha conquistato il cuore di tutti, anche i meno propensi ai sentimentalismi, proprio per la sua purezza e veridicità per quanto riguarda l’amore. Basti pensare che la prima volta fu ascoltata da un piccolo gruppetto intimo, quello del matrimonio di Legend mentre lui la suonava al piano durante il ricevimento.

E dalla celebrazione del sentimento più alto egli è passato quello combattivo, saldo e fiero che traspare dal testo di “Glory” che, in collaborazione col rapper Common, nel 2015 ha vinto il Golden Globe Award for Best Original Song e l’ Academy Award for Best Original Song. Colonna sonora del film Selma“, rievocazione delle marce da Selma a Montgomery del 1965 da parte del movimento pacifico di Mrtin Luther King ,  “Glory” è un inno a un futuro di libertà dal razzismo, alternata dallo stile “ballad” di John Legend con il rap di Common, caratterizzata dall’incombente coro che sottolinea la solennità del testo insieme ai tamburi e addolcita dalla presenza degli archi. Tra le strofe, l’ultima prima del ritornello finale racchiude, a mio parere, il sunto dell’intero testo: “Welcome to the story we call victory ” (“Benvenuti nella storia che noi chiamiamo vittoria“) poichè la storia è la testimonianza più tangibile e reale che si possa avere per potersi riscattare, è il biglietto da visita degli eventi e delle sue conseguenze dalle quali non si può scappare.

(Esibizione di John Legend e Common agli Oscar 2015)

Che dire, è così che il successo di un cantautore e del suo pianoforte, com’è quello di Mr. Legend, che si è creato fin dalla prima infanzia, è diventato qualcosa di inestimabile.

Il talento e il suo sfruttamento, la costanza, l’esercizio l’hanno reso a tutti gli effetti “surefire“.

 

 

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