La Scrittura mi chiama, bussa alla mia porta socchiusa come un ospite cauto e gentile che vorrebbe farmi visita e sapere come sto.

Si è fatta bella per me: la immagino mentre si ritocca il rossetto davanti allo specchio dell’andito, si assesta i capelli con il palmo delle mani e sbottona un po’ il cappotto. 

Allora oggi ho deciso di avvicinarmi all’uscio del mio mondo: appena apro la porta, si  fa spazio una lingua di luce sul pavimento insieme a  qualche foglia secca d’autunno portata dal vento.

 E poi Lei, proprio lì  davanti a me, entra e mi sento smascherata: è come se, vestita di parole non dette, varcando la mia porta, mi avesse scoperto un poco la spalla.img_20161101_104955

Allora la guardo mentre Lei mi guarda di rimando e sorridendo continua ad avvicinarsi mentre io indietreggio.

Mi toglie gli occhiali, mi scioglie i capelli, allenta il mio essere.

Mi arrendo, La amo.

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