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In un mondo dove i sogni sono sogni e rimangono in un cassetto impolverato sin dalla nostra infanzia, ci sono coloro che ancora credono in se stessi e ciò che giudicano gli altri è rilevante quanto una briciola schiacciata.
Questi esseri si distinguono solo perchè credono: credono nella loro persona, nelle proprie potenzialità e , pensate un po’, credono negli altri.
Esiste una parte di noi che alcuni pensano sia ingovernabile, ma vi svelerò un segreto, potete parlarci ed entrare in contatto con lei; potete stringerle la mano e ringraziarla perchè vi farà scoprire che niente è impossibile nel mondo.

“E poi?”
“E poi ti addormenti.”
“Mmm, tutto qui?e con te ha funzionato?”
“Certo! Sennò non starei qui a spiegartelo nel dettaglio.”
“Mmm si ma mi sembra troppo semplice, nel senso…ci deve essere qualche fregatura sicuro…Come è possibile daiii?! E poi i desideri si avverano scommetto!”
“Quindi mi stai dicendo che è una fregatura per te giusto?”
“Si!è possibile!”
“Mmm è possibile dici….ma tu cosa intendi per fregatura?”
“Qualcuno che ti illude di una cosa per avere un tornaconto personale, dai! Lo sai, adesso non venirmi a dire che non è così!”
“Quindi,correggimi se sbaglio eh. Tu mi stai dicendo che l’inconscio, cioè una parte di te che sa la tua realtà effettiva, ti fregherebbe per un suo tornaconto personale?”
“Eh….si…cioè non lo escluderei!”
“Quindi tu vuoi dire che ti fregheresti per un TUO tornaconto?”
“ehm….credo di…..si”
“Allora, se la tua ipotesi fosse vera, in ogni caso riusciresti a comunicarglielo e ad arrivare all’obiettivo perchè tanto sei tu?”
“Si lo farei e ci riuscirei….”
“E l’illusione dove sta qua se tanto ci riusciresti lo stesso? ”
“Non ci avevo pensato…forse non mi fido…..di me”
“E di conseguenza degli altri amica mia”
“Mmm….Ma perchè non ci ho pensato prima?”
“Forse dovevi semplicemente arrivarci ora…forse avevi solo bisogno del tuo tempo, ma non crucciarti per questo.”
“No non mi cruccio, penso solo che avrei voluto lo sapessero quelle persone che ora non ci sono più, quell’amico che ora non mi parla più. Quell’uomo che ora non so più dove sia. Queste cose sono scoperte sì, ma mi mettono malinconia.”
“Perchè?”

“Perchè hanno il potere di farmi stare bene e poi buttarmi giù….mi capita spesso…per questo non mi viene facile fidarmi.”
“Si ma chi decide di non fidarsi e di provare malinconia?”
“Ehm….Io ma..è colpa degli altri che mi mettono il mal umore”
“Ma chi decide di proiettare tutto fuori, sugli altri?”
“….credo Io”
“Credi o ne sei sicura?”
“Ne sono sicura.”
“E allora chi decide della tua vita?”
“Ahahah io. Si va bene ho capito.hai ragione, di nuovo!”

Esistono coloro che decidono di fare un passo diverso da quello che hanno sempre fatto. Anche se questo comporta mettere un piede in una stanza buia, ma una di quelle con grandi vetrate e dove sta sorgendo il sole.

“Sai cosa desidero?”
“Cosa?”
“Volare, via di qui e realizzarmi altrove: piantare la mia bandiera personale e unica là, dove ho sempre desiderato stare, ma mi sembra tutto così insormontabile che non so mai se sono solo sogni fatti d’illusione o non sono pazza e posso fare qualcosa.”
“Hai mai immaginato come sarebbe essere lì e realizzare ciò che desideri tu?”
“Si, è capitato più volte ma mi sono costretta a svegliarmi per paura di entrarci talmente dentro che sarebbe stato un trauma all’uscita del sogno”
“Vuoi ancora limitarti così?…ti va di pensare che davvero le cose sono possibili?”
“Certo, con tutto il cuore…ma non è sempre così facile come dici Tu”
“Questo chi lo decide? Sempre tu no?”
“S-si lo so…e mi fido di Te”
“Allora lasciati guidare….chiudi gli occhi:fai tre respiri lunghi….inspira ed espira più lentamente…inspira ed espira…sempre più profondamente…inspira ed espira fino in fondo…sei nell’universo e vedi la Terra….nuota nell’aria e avvicinati sempre di più a quel luogo del mondo che desideri con tutte le tue viscere….entraci….sei atterrata: i tuoi vestiti cambiano, cammini per una strada dove tutti ti conoscono e ti salutano perchè tu lavori lì, vivi lì, ami quel luogo e sai dove tutto si trova. Ti stai incamminando a lavoro o a casa o dove tu desideri andare ora e ti vivi tutto in ogni minimo dettaglio. Senti il freddo o il caldo, il sapore dei cibi, i profumi degli altri o del luogo. Senti con le mani le ringhiere, le posate, le maniglie. Cosa percepisci dentro le tue vene, in ogni minima parte di te, nel tuo cuore?”
“Felicità. Mi scendono le lacrime, è la cosa più bella del mondo, la cosa più bella mai vissuta. Io voglio realizzarlo!”
“è qui che devi arrivare! pensare che tu ce la puoi fare e non c’è limite che tenga. Tu sei già lì, guarda oltre e meravigliati della bellezza.”

“Voglio sapere il metodo tra i più efficaci, guidami ti prego.”
“Quando vai a dormire e sei in quella fase dove le dimensioni dell’universo si intrecciano morbidamente e una sensazione di infinite stelle incomincia a girare attorno al tuo corpo accogliendolo come la perfezione, guarda davanti a te e apri quella porta bianca come carta.”

Questa parte dell’umanità che decide di buttarsi, di rischiare e di credere, ci prova fino in fondo. Si incammina sino alle viscere del proprio sè e desidera, sogna, con la consapevolezza che i frutti arrivano in così poco tempo che non si riesce a finire di dire la parola “inconscio”.

Mi sento un’astronauta, cammino nello spazio. Eccola, poco in fondo scorgo una porta bianca e dietro, Universo. Mi avvicino e sento la maniglia d’ottone fredda sotto la mia mano, che si piega in giù. Apro.
Dentro, bianco accogliente per niente accecante; mi guardo i piedi, sono scalza, vedo lo smalto rosso. Lo spazio è così ampio che quasi mi intimorisce. Sono ancora all’entrata quando una hostess vestita come me mi porge la mano e mi dà il benvenuto. Con l’altro braccio, teso verso le immense pareti, mi fa notare tre grandi schermi che stanno trasmettendo paesaggi meravigliosi, i miei preferiti; nel video compaiono uomini e donne, mi appresto e guardo più da vicino, li conosco tutti.
Tocco lo schermo ma è come liquido: man mano che passano le immagini il cuore mi si scalda, le ginocchia mi tremano.
Hostess mi accosta una poltrona e, senza neanche girarmi, ci sprofondo e mi lascio ipnotizzare dagli eventi proiettati: una piccola me si arrotola sul prato e mamma e papà la prendono subito; sono senza i denti davanti e ho un grembiule blu con cartella rosa, saluto sorridente e serena; tutina blu, scarpette bianche, sono sulle parallele e tutti applaudono; si apre la porta di camera mia e io piango “perchè non è giusto”e mi nascondo sotto le coperte; carico i Beatles nel documento Word e clicco “Salva”, ho finito la tesina; lo specchio del mio bagno , sono nuda, il mio sfossamento dello sterno, la mia pancia sempre gonfia, il dente filato e quelle ali, la mia libertà. Fine.

La sedia si gira a sinistra, la stanza si scoperchia di lato e riesco a vedere oltre: stelle, pianeti e vortici dorati quasi magici.
“Oddio…..cosa sono?” chiedo a Hostess, ma tutto ciò che riesco a rispondermi è ” Tu lo sai già, non crucciarti”.

A stento riesco ad alzarmi e, come una bambina curiosa ma impaurita, mi avvicino al limite di quel lato sinistro e rimango lì, come se guardassi fuori dalla finestra.
Il cuore batte sempre più forte, quasi perdo la sensibilità ai piedi e una forza, che sento provenire da dentro, si fa strada: dal cuore partono come due bracci di energia, una a nord

attraverso il cervello, il collo e le spalle; uno verso sud attraverso braccia, petto, bacino, inguine, gambe e piedi.
I miei arti superiori si allargano fino a puntare entrambi in alto, abbasso le ginocchia e con un balzo i piedi si staccano dal limite e io mi immergo nell’infinito, incommensurabile e meraviglioso.

Tocco velocità mai toccate e mi sento leggera,anche se sento che il mio corpo non riesce a volare in alto come vorrei. Scendo in picchiata, faccio per risalire quando la mano di Hostess mi sfiora le dita volandomi affianco e dicendo:

“C’era sempre qualcosa che mi bloccava”
“Bene, che cosa ti bloccava?”
“Io credo fosse la paura”“Dove vuoi andare?”
“Nei miei sogni nascosti per dar loro la luce.”
“Sai come arrivarci?”
“Non so….andrò alla ricerca…saranno qui da qualche parte”
“Se ti fiderai di me io ti potrò guidare dai tuoi sogni, ma devi fidarti di me”
“Si, mi fido”
“Allora, sei sempre riuscita a raggiungere tutto ciò che desideravi? ”
“N-no…non del tutto….non tutto”
“Perfetto, questo perchè avveniva?”
“Giustissimo, vuoi che sia ancora la paura a guidarti per il resto della tua vita?sii sincera.”
“No no, voglio essere io a guidare la mia vita, lo giuro!”
“Non c’è bisogno di giurare, io mi fido di te. Tu ti fidi di te?”
“Si, io mi fido di me” e nel affermarlo incomincio a sentirmi più leggera.
“Bene” dice sorridendomi amorevolmente e direzionando la sua mano in un punto che prima avevo visto vuoto e scuro, ma ora non lo è più.
Siamo ai piedi di una spirale di colori autunnali, imponente, davanti a noi.
Nel guardarla mi tremano le ginocchia, il collo si inumidisce e a stento riesco a ingoiare. Volteggiando indietreggio e mordendomi le labbra guardo Hostess.
“Io ho paura”
“Di cosa?”
“Di questa cosa enorme, incommensurabile. Sembra fatta di fuoco ma non arde. Sembra innocente e poi ho paura che mi inghiottisca da un momento all altro…io…io non ci riesco voglio tornare come prima quando non sapevo niente. È troppo davvero.”
“Ascoltami, non perdere la fiducia. Fidati di me, va bene?”
“Si mi fido di te e di me davvero ma questo sembra più del dovuto. Ho paura ci travolga e che neanche tu mi possa più aiutare”
“Questo non succederà finchè tu non ci rinuncerai”.

Hostess mi appoggia una mano fresca sulla fronte infondendomi rilassatezza, finalmente.
Chiudo gli occhi.

“Ti rendi conto di quello che ti sta succedendo?vuoi che sia così per il resto della tua vita? Che ogni volta che ti ritrovi davanti alla paura scappi?”
“No non voglio.”
“Più forte! non ho sentito”
“No! Non voglio!”
“Cosa? Non ti ho sentito bene!”
“NO! NON VOGLIO! IO POSSO AFFRONTARE LA PAURA!!!”
“Perfetto! Visto? Apri gli occhi….guarda dove sei”
Apro gli occhi e il mio corpo, ormai diventato leggerissimo, si solleva automaticamente sino ad arrivare alla cima della spirale.
Hostess mi osserva, “Bè? Allora che ne dici?”
“Cosa succede ora?” chiedo guardando all’interno della spirale: c’è un fuoco in movimento ai bordi, in marcia verso il basso, e il nero vuoto al centro, silenzioso e cupo.
“Questa parte dove siamo ora, la più larga e alta, è la tua più grande paura. Ora, chi riesce ad arrivare qui vuol dire che si è reso conto di ciò che ha dentro: un’innominato dolore che pulsa e arde fin dall’infanzia. È la consapevolezza di averlo che ci rende più leggeri e sono la forza, il coraggio e la volontà che ci spingono a farci attraversare da Lei.”
“Io sapevo di avere delle paure ma, non so, forse è proprio la paura di affrontarle che mi spingeva a non nominarle”
“Ora come sembrano?”
“Più chiare, le vedo con i miei occhi e riesco a dare loro un nome.”
“Chiudi gli occhi, cosa senti?”
Un piccolo vento proveniente da dentro la spirale si fa strada tra le dita dei piedi salendo su sino alla pancia, al seno, al mento, la schiena e sollevando i capelli un poco.
“Sento il dolore dell’abbandono, l’ansia di parlare in pubblico, mi tremano le caviglie. Cosa devo fare? Cosa faccio? Mi sta venendo da scappare hostess, ti prego aiutami.”
“Solo tu puoi aiutarti, solo tu puoi decidere. Lasciati attraversare.”
“Non so se ci riesco, ho voglia di vomitare, ti prego basta. Me ne voglio andare.”
“Stai. Tu ce la puoi fare. Fatti attraversare. Cosa senti?”
“Sento tutto ribollire dentro di me e sale come delle bolle di fuoco, sale tutto sino alla gola. Ti prego basta!”
“Sei arrivata fino a qui e vuoi mollare? Sei ancora in piedi, sai che ce la puoi fare. Lo sai dentro di te. Ascoltati.”
“Mi fa male la mandibola, i denti e ho le mani gelide. Mi sento svenire hostess, aiutami!”
Mi sento cadere all’indietro ma con le mani mi sporgo avanti per trovare equilibrio.
“Solo tu puoi aiutarti. Resisti! Resisti, fatti attraversare! Rilassa lo sterno, il diaframma, le spalle. Isola questo dolore e fatti attraversare!”
Un vortice trema dalla bocca dello stomaco e vuole risalire su.
Un respiro. Uno profondo. Uno più profondo. Ingoio.

“Sfiorati il viso e accarezzati. Esisti. Senti la tua pelle?”
“S-si.”
“Sfiora le labbra, il collo, la fronte e accarezzala. Senti che esisti?”
“Si.”
Un respiro. Uno profondo. Uno più profondo. Mi rilasso un po’ di più.
“Sei potente, sei padrona di te stessa e ce la puoi fare. Sei viva e puoi decidere di stare bene. Senti il dolore e fai un passo.”
Faccio un passo. Apro gli occhi e guardo più giù, mi sporgo e mi sento più sicura.
“Sento che brucia.”
“E tu lascia che bruci. Salta e lasciati attraversare dalla spirale. Rischia e ci vediamo giù, alla fine.”
Allungo un piede e sento un fischio dentro le orecchie come se fossi in aereo.
Un respiro. Uno profondo. Uno più profondo.
Mi inginocchio poco, chiudo di nuovo gli occhi, faccio un salto e mi butto a chiodo.
Il fischio si fa più forte, tengo gli occhi chiusi e mi faccio attraversare senza muovere un muscolo: urla, pianti ,ferite e dolore fanno eco alla mia discesa sino a dissolversi sempre più, man mano che le paure diventano minime e ridicole.
Sbuco fuori da quel mondo ormai estraneo, partotita senza cordone.

Apro gli occhi e noto che la voluta di paura ha lasciato posto a una nuova e Hostess mi aspetta ai suoi piedi.
Decido di avvicinarmi a Lei e sento un deciso cambiamento di atmosfera, percepisco di essere in un’altra dimensione immersa nella luce.
“Cosa provi?”
“Sono rilassata ed è bellissimo stare qui. Non senti anche tu un senso di pace e bellezza?”
“Si.“
“Ma dove siamo?”
“Avvicinati e guarda tu stessa”

Porte e specchi sparsi dolcemente lungo spirali dorate si parano davanti a me pronte per essere esplorate.
Mi avvicino a uno di essi e mi specchio.
Sono io, ma piccola:sopra, all’altezza della cornice dorata un numero,8. Guardo gli specchi vicini:9, 10, 11, 12.
Volteggio davanti alla porta corrispondente e leggo una scritta che troneggia sospesa davanti ai miei occhi: sogni. Non riesco a fermarmi: mi viene in mente Alice col suo coniglio e i consigli saggi che si impartiva e mi chiedo se sia giusto “dare un’occhiata”.
Se sono arrivata sino a qui un motivo ci sarà e la devo smettere di guardare alla superficie delle cose.
La maniglia si gira lentamente, spalanco la porta e ciò che scorgo sono io:vestita in lana verde, calze velate bianche, capelli corti, sicura, schiena dritta, suono divinamente, i tasti si susseguono senza bloccare quel suono vellutato e dolce.

Sono ancora in piedi, bloccata all’ingresso, stupita e ammaliata da una bambina così diligente, cosa che non sono mai stata ma avrei sempre voluto essere a 8 anni.
Torno poco a poco indietro chiudendo così la porta.
La situazione diventa sempre più chiara. Tutte queste cose, questi sogni, credevo di averli accantonati e dimenticati perchè troppo impossibili per la mia mente razionale. Sogni troppo “per gli altri”, quelli che hanno più coraggio o semplicemente non sono me. Ho sempre vissuto con uno sguardo verso il resto, quello possibile per tutti tranne che a me. Non mi precludevo quelle eccitanti situazioni della mia mente che mi rendevano felice, ma sapevo anche che finiva tutto lì, nel mio cervello.
Si dice che dalla nostra nascita siamo stati condizionati dal mondo esterno che ci fa credere quello che vuole tra rimproveri, affermazioni sul nostro essere e quindi la storia che ci siamo sempre raccontati. Ma la realtà è che io ho deciso tutto questo, solo io.
Io decido che ciò che gli altri dicono ha potere su di me, che mi lascio andare alla disperazione senza pensare che posso trovare una soluzione, che decido che la colpa è solo della società e io non ci posso fare niente. Sbagliato. Io ci posso fare tutto.

Voglio sondare il terreno, andare avanti e inculcarmi il bene che merito.
Apro un’altra porta.

17.
La mia camera.
Entro piano piano, a passo felpato anche se so che nessuno potrebbe vedermi. Una stanza luminosa e pulita mi accoglie: un letto a una piazza e ½ beige posizionato sotto la finestra che dà al parco; in terra uno zaino da trakking pieno, un sacco a pelo e costumi da bagno sul piumino; quattro pareti colme di foto e su una di esse troneggia una cartina del mondo con X rosse e blu. Mi avvicino per vedere meglio: scorgo nell angolo a sinistra in basso una legenda.
Croci Rosse= luoghi già visitati
Croci Blu= luoghi da visitare
Alzo lo sguardo e noto che l’Inghilterra, l’Irlanda, la Germania, la Svezia e la Francia sono rosse; gli Stati Uniti, l’Australia, l’Africa e l’India sono blu. Cammino per la stanza e analizzo le varie foto: tanti amici,sorrisi, ragazzi, serenità, la Tour Eiffel, il Castello di Neuschwanstein, il Parco reale di Djurgården, il Palazzo di Westminster, la Cattedrale di San Patrizio….

Nella mia mente mi complimento con quella piccola donna che si butta nel mondo.
Chiudo la porta.

I miei sogni, sono sangue del mio sangue. Li ho partoriti io e li ho abbandonati abbandonando me stessa e lasciandomi perdere tra le paure e le insicurezze di ciò che sta all’esterno della vera me. Questo è ciò che siamo tutti e io non posso e non voglio più permettermi di giudicarmi.
Ho scoperto questo angolo immenso del mio essere nel quale bevo ricchezza d’animo, mi impregno di ambizione e coraggio, attingo sicurezza e determinazione e dono Amore.

Hostess mi vede pensierosa ancora fuori dalla porta.
“Ora capisci? Tu hai il potere di essere ciò che vuoi e amarti per questo. Non hai più bisogno di vedere le altre porte. Vola affianco a me.”
La raggiungo e la guardo sorridendo in pace, lei ricambia.
E lì, in quel mondo parallelo senza tempo né spazio, leggo dentro di Lei le possibilità, le occasioni, la bellezza, la fiducia e mi cibo di quel sapere.

Siamo sotto la punta della spirale,le nostre teste si alzano e osservano come dalla base di un imbuto: chiudo gli occhi e ne sento la potenza.
Senza istruzioni, leggo dentro di me e incomincio a infilarmi dal più stretto anello della spirale come un bruco che si fa spazio nel mondo per mutare in farfalla con andatura lenta: entra la mia testa, tiro fuori il braccio destro e faccio perno sul primo anello per sfilare il sinistro; spingo con entrambe le braccia sino ad arrivare alla vita; tiro fuori un ginocchio destro e il piede; mi spingo in alto sino a sfilare il piede sinistro e sono in piedi.
Mi guardo intorno e sollevo la testa: una luce verde brillante gira piano piano come un’involucro infinito. Fuori dalla spirale, alla mia altezza, scorgo Hostess ,che mi accompagna.
E incomincio a scalare. Un respiro. Uno profondo. Uno più profondo.
Scalino dopo scalino, non provo fatica.
Continuo a scalare e la luce prende possesso della mia anima, mi alimenta, mi nutre e mi riempie. Ne sento la potenza e continuo a scalare: 4-5-6-7-8-9-10-11-12-13-14-15-16-17-18-19-20-21-22-23-24-25.
Ultimo anello,mi alzo sopra il suo bordo, sollevo le braccia e mi godo quel primo traguardo dell’esistenza: la consapevolezza.
“Sei pronta.” mi comunica mentalmente Hostess.
“Pronta….”
“D’ora in poi, ogni volta che vorrai e lo riterrai utile, tornerai qui per lasciar andare le barriere, eliminare ciò che non è tuo ma ti coinvolge emotivamente facendoti stare male. Ti amerai senza condizioni e donerai te stessa. Ti comprenderai e ti sveglierai ogni mattina sicura del tuo, della tua missione, di te. Tutto ciò accadrà perchè l’hai chiesto a te, al tuo inconscio, con dedizione.”
In men che non si dica ci ritroviamo in quella stanza che una volta era bianca, ora si è vestita di tutte le sfumature del mio essere e brilla come una stella.
Attraverso quel luogo, ormai diventato magico e possibile ai miei occhi, hostess mi conduce all’uscita.
“Qui non esistono gli addii”, allunga il braccio e gira uno specchio da terra nella mia direzione.
Ciò che vedo non mi stupisce ma mi fa ridere di felicità: riflessa scorgo una donna alta, longilinea, i suoi capelli si trasformano di colore e forma ogni 3 secondi; il suo sorriso, il più sereno e avvolgente del pianeta. È Hostess.
Non esistono più parole.
Apro la porta di carta, esco. Buio.

Sono distesa sul mio letto, ora so cosa fare.
“Illustrissimo Egregio Sig. Inconscio, la ringrazio infinitamente per tutto ciò che mi dona ogni giorno e perchè mi ascolta e mi ama. Grazie perchè mi rende consapevole del fatto che, in un mondo come il nostro, ogni mente si congiunge e tutto diventa possibile”.

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